Elio Ticca | Tessitura Bevilacqua

Elio TiccaElio Ticca


2 Maggio 2019

"Venezia giace ancora dinanzi ai nostri sguardi come era nel periodo finale della sua decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all'infuori della sua bellezza, che qualche volta ammiriamo il suo languido riflesso nella laguna, rimaniamo incerti quale sia la Città e quale l'ombra."
(John Ruskin,"Le pietre di Venezia")

Prendendo spunto dall'estetica ottocentesca di John Ruskin e dalle sue riflessioni sull'architettura veneziana raccolte nel libro “The Stones of Venice”, l'installazione “Finestre Veneziane” di Elio Ticca è stata concepita per Tessitura Bevilacqua, in risposta alla open call Business for Art della 13° Edizione del Premio Arte Laguna. L’opera consiste in un tessuto di Tessitura Bevilacqua, installato temporaneamente sulla facciata del palazzo sul Canal Grande, dall’8 maggio al 22 novembre 2019. Mettendo in risalto la preziosa tessitura veneziana, l'intervento site-specific di Elio Ticca potenzia un forte dialogo tra lo spazio-tempo esterno ed interno: se all'esterno l'opera è in continuo divenire e trasformazione, all'interno, la medesima, continua a vivere e rinascere nel tempo.

“Finestre Veneziane” invita ad una fruizione etica ed estetica, rispondendo a delle esigenze che interrogano problematiche legate al patrimonio artistico locale, sullo sfondo della Venezia contemporanea, scenario emblematico dove si gioca la partita della salvaguardia di tale patrimonio. L'opera è inoltre una interpretazione della storia di Tessitura Bevilacqua la quale rappresenta l'attuale rinascimento di Venezia, riletta attraverso il linguaggio moderno, che consiste in un’installazione temporanea sulla facciata del quartier generale dell’azienda, con affaccio sul Canal Grande. Il tessuto è lavorato a taglio laser e mostra un disegno elaborato da Ticca, in cui l'artista riassume tutti gli stili architettonici delle finestre rintracciabili a Venezia. Il numero delle finestre è 1376, corrispondente agli anni della Repubblica Veneziana, dalla sua fondazione nell’anno 421 dopo Cristo, fino alla conquista napoleonica, nel 1797.
Le sagome residuali ottenute dal taglio laser sono cucite insieme dall’artista, in modo da formare una sottile striscia di tessuto, cucita al bordo della lunga striscia di velluto. Le silhouette di tessuto diventano simbolicamente dei residui di pelle, o il tempo storico passato, quantificato in un numero preciso, uno strumento stilistico che ricorda un’altra perdita: la decrescita dei cittadini residenti a Venezia. Per l'installazione è stato scelto un velluto verde Veronese a tinta unita, colore contrastante rispetto alla facciata del palazzo, che richiama il cromatismo del periodo più florido della pittura rinascimentale veneziana.

La versatile installazione site-specific di Elio Ticca mette in luce la tradizione dei pregiati tessuti veneziani attraverso una profonda unione tra la materia prima e le nuove tecnologie, portando avanti l’antichissima tradizione tessile della Serenissima. L'opera “Finestre Veneziane” rimarrà in mostra sulla facciata del palazzo di Bevilacqua sul Canal Grande dal 8 maggio al 22 novembre.

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