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Young Ambassador in Laguna per la residenza del vetro

Martina Lorenzon

Quasi per gioco poche settimane fa mi sono proposta come Ambassador per documentare l’esperienza di Constantine Zlatev alla Scuola del Vetro Abate Zanetti e quando sono stata contattata ero spaventata perché ritenevo che il confronto con un artista e le sue idee potesse risultare complicato per una fotografa alle prime armi come me, ma sono bastati dieci minuti con lui e la bellissima moglie Hana per cambiare subito idea.

Quasi per gioco poche settimane fa mi sono proposta come Ambassador per documentare l’esperienza di Constantine Zlatev alla Scuola del Vetro Abate Zanetti e quando sono stata contattata ero spaventata perché ritenevo che il confronto con un artista e le sue idee potesse risultare complicato per una fotografa alle prime armi come me, ma sono bastati dieci minuti con lui e la bellissima moglie Hana per cambiare subito idea. Ho capito infatti che la personalità e la vita di un artista si riflettono direttamente in ciò che crea e Constantine è capace di creare opere vere e profonde, che devono far riflettere e non intrattenere perché come lui stesso mi ha detto: “L’arte non deve far giocare ma riflettere.” “MorAmmo” è il titolo dell’opera creata in questi giorni dall’artista bulgaro, frutto della residenza d’artista presso la Scuola Abate Zanetti resa possibile dalla partecipazione di Constantine al Premio Arte Laguna. L’opera si inserisce nel solco, non nuovo per l’artista, della trasposizione di significato di oggetti brutali come armi e bombe. Dopo aver fatto suonare un fucile con “Chifte Kavali” mettendo lo spettatore di fronte ad un’obbligata riflessione, con “MorAmmo”, bombe dal colorato corpo di vetro di Murano, lo spettatore si trova di fronte alla pura ammirazione di oggetti solitamente visti come terribili. L’artista sembra volerci comunicare che le uniche bombe che potranno salvarci sono bombe innocue e colorate e non quelle di cui, ogni giorno, abbiamo notizia.
“MorAmmo”, infatti, oltre a portarci all’orecchio la città di Murano che ha visto nascere quest’opera, significa per l’artista More Ammunitions (più munizioni) ma anche More Amore (più amore). Come già qualcuno ha detto solo la bellezza potrà salvare il mondo e quest’opera non fa altro che ricordarcelo.

Martina Lorenzon

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